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14 Maggio

by biblioteca

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» Martedì 14 maggio ore 17 - VETRINA LETTERARIA
HANNAH HARENDT: LA BANALITA' DEL MALE - In occasione del cinquantesimo anniversario del libro
Ne parlano Fiorenzo Baratelli, Marcella Ravenna e Piero Stefani
Cinquant’anni orsono (1963) veniva pubblicato “La banalità del male” di Hanna Arendt. Si tratta di un’opera che rappresenta ormai un classico della riflessione sull’orrore del XX secolo. E’ un libro scomodo, perché pone domande che non vorremmo farci. L’occasione del libro fu la partecipazione della grande filosofa a Gerusalemme per assistere (come inviata del “New Yorker”) al processo contro il nazista Adolf Eichmann, una delle ‘pedine’ più ‘efficienti’ della “Soluzione finale”. Assistendo a quel dibattimento, la Arendt scoprì la ‘terrificante normalità’ del male del secolo delle ideologie totalitarie. Il Male gli appare ‘banale’ e proprio per questo ancora più terribile: perché i suoi, più o meno consapevoli, servitori, altro non sono che dei piccoli, grigi, burocrati, molto simili in tutto e per tutto (come aveva intuito Franz Kafka) al nostro vicino di casa. Troppo semplice dividere il mondo tra un gruppo di ‘demoni’ mostruosi e una massa di vittime innocenti. Anche Primo Levi nei “Sommersi e salvati” approfondì quei temi così delicati e difficili. Quelle domande e quelle riflessioni, ci interpellano anche oggi.
A cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara

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